Dopo la mia fase "leggiamo-i-racconti-sulla-Shoah" sono passata (non si sa come, non c'è un nesso tra le due cose a parte l'epoca storica) ad una sfrenata passione per Agatha Christie. E ho scoperto numerose cose sul suo conto che me l'hanno fatta amare non solo come autrice ma anche come persona. Io mi affeziono con poco ;). Intanto, non tutti sanno che la regina del giallo non ha scritto solo di Hercule Poirot (è il più conosciuto), ma anche di Miss Marple, la coppia Tommy and Tuppence, Parker Pyne e ultimi la coppia Quin and Sattertwaithe. I miei preferiti restano però Poirot (a parer mio, anche se pignolo, è meraviglioso; guardo sempre i suoi film) e Miss Marple (quell'amabile vecchietta). Pian pianino ho cominciato la mia collezione fino ad avere tutti i romanzi dei miei prediletti.
Cosa c'è di più bello di un libro o un buon film? Momenti di puro piacere personale, in cui non viviamo la nostra vita ma quella del personaggio che più ci sentiamo affine. Io non dico cosa guardare o cosa leggere. Ognuno ha i suoi miti. Ma posso aiutare a regalare (o a regalarsi) alcune manciate di minuti in compagnia di bromuro d'argento e pura cellulosa.
venerdì 4 febbraio 2011
Jeux prestigieux
giovedì 3 febbraio 2011
Appelsinpiken
Come promesso, oggi scrivo della Ragazza delle Arance di Jostein Gaarder (tesoro!). Io adoro questo libro (per chi non l'avesse capito) e anche questo autore (anche questo probabilmente non era chiaro XD). Mi piace molto perchè è dolce, carino, delicato, come un po' tutti i suoi romanzi. La copertina è molto bella; io sono fissata con le copertine dei libri, se l'immagine non mi piace io quel volume non lo leggo... lo so, sono un po' superficiale però devo dire che non sono un tipo difficile a riguardo.
In breve è la storia di un ragazzo, di 14 anni mi sembra, che ritrova una lettera a lui rivolta scrittagli dal padre 10 anni prima, poco prima di morire. In questa lettera è raccontata una storia d'amore, due giovani che si incontrano e si innamorano. Detto così è un classico... Come è pure (quasi) ovvio che alla fine i due sono i genitori di questo ragazzo. E' molto semplice come storia, facile da seguire. E' anche "sugosa" e "aranciosa" (conierei proprio in questo momento un aggettivo atto allo scopo usando la mia parola preferita: "appelsinpikenoso").
Pur nella sua semplicità (ragazzo trova lettera, ragazzo incontra ragazza) devo dire, anche a rischio di usare parole desuete, che è incantevole. Non sto scherzando. Ci resti intrappolato per pagine e pagine senza smettere di leggere. Alla fine poi ho pianto, come al solito (io piango sempre) e quando piango è sempre un libro che vale la pena di vedere;) ve lo assicuro!
mercoledì 2 febbraio 2011
Post-ino
Beh, mi scuso tantissimo per la mia prolungata assenza ma a volte si ha così tante cose da fare che è impossibile tenere testa e tutte...
Comunque oggi un piccolo post (non perchè sia di fretta, cioè, un po' si, ma non è questo il punto...) sul 27 gennaio. Non tutti sanno che il 27 gennaio è la giornata della memoria (si, è vero, non ne sono tutti a conoscenza). Questa data ricorda il giorno in cui sono stati per così dire "aperti" i cancelli di Auschwitz (27 gennaio 1945) ed è un simbolo della liberazione dei lager e dei campi di concentramento. Questa festa è stata istituita solo nel 2000 ma è ormai comune nelle scuole svolgere attività di vario tipo nell'ambito appunto di questa festività. Io, qualche anno fa, sono passata attraverso la fase "scopriamo-tutto-riguardo-i-campi-di-concentramento-attraverso-i-racconti-dei-sopravvissuti" e ho letto molti dei romanzi scritti da ex prigionieri. Tra questi c'era anche il Bambino con il pigiama a righe di John Boyne, che ancora non era né famoso come lo è oggi, né un film. E' un libro bellissimo e ho pianto come una fontana, mentre la trasposizione vorrei vederla ma alla fine evito perchè deve essere ancora più triste del romanzo stesso. Comunque, non era di questo che volevo parlare.
L'argomento di oggi (sii concisa, per favore) riguarda si la Shoah ma è un film che mi è piaciuto tantissimo sia la prima che tutte le altre volte che l'ho visto e che non c'entra molto con Il bambino con il pigiama a righe. Il titolo è Train de vie - un treno per vivere. Sans commentaire la pseudo traduzione (che mi ha sempre un po' orripilato), posso dire che è uno dei miei film preferiti, nonostante il tema trattato, proprio per la maniera in cui la Shoah è "dipinta". Non è la "solita" deportazione (se mi permettete questa licenza, le deportazioni non sono cose normali), con descrizione della vita nel campo e magari relativa morte del personaggio. Racconta le vite degli abitanti di un villaggio che mettono tutto in gioco per salvarsi e seguendo le idee di un presunto pazzo costruisce un treno per partire alla volta della Palestina. E' perfino divertente in certi punti, non è assolutamente pesante. Ovvio che non ha tutti può piacere questo tipo di rappresentazione. L'unico problema sta nel finale. A mio parere non ha una sola interpretazione. O forse è quello che io preferisco credere. Ma non importa. Il the end come al solito non ve lo racconto perchè i film si scoprono da soli. Vedremo come la penserete. Io, l'unica cosa che vi dico, è che adoro gli shtetl e i loro abitanti e se vedrete il film capirete perchè.
E mi raccomando, per quanto bello possa essere, niente paragoni con "La vita è bella". Sono fatti in maniera completamente diversa e un confronto tra due capolavori è una cosa pressocché inutile.
martedì 18 gennaio 2011
Encore des enfants?
Vi capita mai di aver voglia di vedere (o leggere) un film (o un libro) principalmente dedicato ai bambini e all'infanzia? Forse si forse no, ognuno di noi è diverso. Tutto questo per dire che ieri (è cortissimo, l'ho letto in un oretta) ho letto C'è nessuno? di Jostein Gaarder, uno scrittore norvegese di fama mondiale, in particolare per Il Mondo di Sofia (di questo parlerei un'altra volta...) e della Ragazza delle Arance (anche questo lo teniamo per un'altra volta). Cielo, quanto adoro il titolo originale in norvegese: Appelsinpiken. Potrei ripeterlo tutto il giorno. Ha un suono così... arancioso...
Ritorniamo dai miei deliri fonetici. Parliamo del mio amato Gaarder. E' stato un professore di filosofia prima di cominciare a scrivere. I suoi romanzi sono sempre pieni di riferimenti filosofici (di filosofia, infatti, parla Il Mondo di Sofia) e di ragionamenti che non ti fanno sentire stupido (cioè, un pochettino si), ma più che altro ovvio, scontato, vecchio, come se non avessi mai utilizzato veramente il tuo cervello, e finalmente avessi visto un po' di luce dopo esserci stato solo buio, polvere e ragnatele. I suoi libri sono per me come raggi luminosi nell'oblio della mia ignoranza (non sto scherzando). Di sicuro "filosofeggiare" in questa maniera è molto più interessante che farlo con un insegnante, il cui unico intento è far recepire il messaggio e non cercare di lavorarci sopra a sua volta con l'alunno, riflettere e sviluppare nuove idee. Almeno, io la penso così (non me ne vogliano i professori di filosofia: sto generalizzando:).
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| La mia edizione |
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| Un'edizione inglese (Ma non è carinissima? :) |
Dato che la sottoscritta ha qualche problema nel distinguere quali libri sono consigliati per la sua età (e qui si che sto scherzando), quando si è trovata davanti un libro di Gaarder, anche se non proprio adatto a lei, ha pensato bene di comprarlo.
E qui si parte realmente con il parlare del libro. Joakim, 8 anni, a casa con la zia, aspetta che nasca il suo fratellino in ospedale. Uscendo in giardino incontrerà per la prima volta Mika, un "bambino alieno" che attraverso varie curiose domande porterà Joakim a porsi a sua volta altri interrogativi con un innocenza e una curiosità ormai poco usuale nel mondo degli adulti. Mika gli trasmetterà la voglia di conoscere, apprendere e a sua volta insegnare pur mantenendo i tratti tipici di un bambino.
sabato 15 gennaio 2011
Deux Hérissons - Two Hedgehogs - Zwei Igeln - Due Ricci
Dopo il libro ecco anche il film. Oggi si parla de Il Riccio, un film del 2009 diretto da Mona Achache con Josiane Balasko nel ruolo di Renée, Garance le Guillermic interpreta Paloma, mentre Togo Igawa veste i panni di Monsieur Ozu, il delicato signore giapponese che mi ha fatto innamorare del Giappone (ma non solo lui). La trama bene o male è quella del libro. L'unica grande differenza tra i due è il fatto che Paloma non scrive nel suo diario per raccontare la sua parte di storia ma riprende ciò che succede con una telecamera. Non c'è molto da dire su questo film perchè è talmente bello che non si può descrivere, bisogna vederlo. Rischio di ripetermi, lo so facendo questo discorso. Ma è uno di quei film che non smette di farmi piangere nonostante continui a rivederlo, volta dopo volta. Mi piace tutto di quel film: gli interpreti (che sono meravigliosi), le musiche, le scenografie, la sceneggiatura che è fatta molto bene e persino le riprese, la maniera di girare le scene con la cinepresa alternate alle riprese fatte da Paloma. Un tocco di veridicità in più. Un'altra eccezione che conferma la regola secondo cui il libro è meglio del film. ;)
Un Hérisson - One Hedgehog - Ein Igel - Un Riccio
Avete mai letto il libro L'eleganza del riccio di Muriel Barbery? L'autrice di Estasi culinarie? Beh, finora vi siete persi veramente molto e vi consiglio di rifarvi al più presto. Il libro racconta di Renée, una portinaia 54enne che per sua scelta ricalca perfettamente lo stereotipo della sua categoria lavorativa. Nel palazzo dove lavora e abita vive anche una ragazzina, Paloma, particolarmente sveglia e intelligente, che ha deciso di suicidarsi il giorno del suo compleanno in quanto non vuole vivere imprigionata nella "boccia dei pesci", non vuole condurre una vita prestabilita, non vuole che il destino le si legga in faccia. Le due finiranno per incontrarsi e, dotate entrambe di una spiccata intelligenza, impareranno qualcosa l'una dell'altra ma, più di ogni altra cosa, conosceranno di più se stesse. Il finale non ve lo svelo. :)
A me piace molto la letteratura francese, sia quella dei secoli XVIII e XIX, che quella più recente del '900 e contemporanea. Questo romanzo tenero, affascinante, dolce mi è rimasto dentro il cuore. E' una perfetta combinazione di lettura di godimento e lettura per stimolo dell'intelletto. Lo adoro!
venerdì 14 gennaio 2011
A spiders touch
No, oggi non parlo di Spiderman (il cielo me ne scampi!). Da una che è cresciuta a vhs e libri di carta (orrore! ebooks!) mentre tutti gli altri avevano una bella fetta di pane e nutella a merenda, non potevate aspettarvi altro da un giorno all'altro. E quindi oggi si parla di James Bond. Per chi pensa che menzionerò Daniel Craig dico solo una cosa: andate via. Quello lì (spero mi perdoni) non è assolutamente adatto a quel ruolo: troppo palestrato, troppo super-uomo, troppo poco coinvolgente... Insomma non mi piace in quel contesto. Comunque, per chi si interessa di colonne sonore dovrebbe aver già capito tutto. Per gli altri... Vabbè, ve lo dico Si tratta di uno dei primi film, con quel bell'uomo di Sean Connery: è 007 Missione Goldfinger. Il titolo del post riprende un verso della colonna sonora cantata da Shirley Bassey. A me piace moltissimo questo brano (anche nella versione solo strumentale di John Barry). Esiste un'altra versione strumentale, più moderna, riarrangiata dai Ventures (anche questa è mooooooooooolto bella!). Ovvio che consiglio a tutti di ascoltarsele.Comunque, passiamo alla trama.
James Bond, l'agente 007, è in vacanza ma è richiamato al lavoro per tenere d'occhio il famoso Mister Auric Goldfinger che vuole assaltare Fort Knox e annientarne le difese con una bomba radioattiva. Ovviamente incontra una bella ragazza, passa la notte con lei, mentre è a prendere lo champagne nel frigo viene tramortito e al risveglio la ritrova morta e tutta dipinta d'oro. Insieme alla sorella della "ragazza d'oro" investiga su Goldfinger, sperando di non finire tra le mani di Oddjob, il cameriere di Auric, che, grazie a un cappello con una lama nella tesa, ucciderà la seconda ragazza. Imprigionato Bond, il milionario parte per Fort Knox per mettere in pratica il suo piano. 007 cerca di sventare il furto aiutato da Pussy Galore, ex pilota d'aereo personale di Mister Goldfinger. James Bond riuscirà a evitare lo scoppio della bomba, mentre Auric, nel tentativo di sparargli, fa un buco nell'aereo e viene risucchiato fuori.
Alla fine James Bond trionfa sempre! ;) A me piace molto perchè amo i film un po' più vecchi rispetti a quelli appena usciti, anche se magari gli effetti speciali non sono come quelli di oggi. Inoltre penso che Sean Connery e Pierce Brosnan siano stati i miliori 007 di tutta la storia della "saga". Io me lo riguarderei anche 1000 volte! ;)
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